
Sono una Giornalista
Mi presento
Sono una giornalista, all'occorrenza scrittrice demodè, e raccontafatti per nipotini stanchi.
Sono una giornalista. TENGO il tesserino, come diciamo a Napoli e dimentichiamo di avere una laurea umanistica che dovrebbe consentirci di parlare l'italiano SEMPRE correttamente.
Sono una giornalista e non ho mai voluto fare niente altro che questo. Oggi ci dicono comunicatori, o anche collaboratori stampa, e qualche volta pure dispregiativamente, scribacchini.
Ma io sono una giornalista. Il mio primo tema, all'epoca si chiamava composizione, alle scuole elementari portava questo titolo: COSA VORRAI DIVENTARE DA GRANDE? Ed io che ero una vivace bambina della terza classe, scrissi fieramente: LA FOTOREPORTER!
Beh, non è che ci sia proprio riuscita, ma ce l'avevo nel dna.
Sono una giornalista e ne sono orgogliosa. Come una razza, una fede, uno spirito di corpo.
Sono una giornalista.
Ho l'occhio attento. La notizia la "sento" subito. Se non la sento, la cerco. Mi piace scrivere ma anche osservare. E poi raccontare, perchè invero, questo fa un giornalista, racconta. Ciò che vede, ciò che sente, ciò che gli è sembrato di vedere, ma deve dirlo: mi è sembrato di vedere.
Sono una giornalista e non so fare null'altro. So fare le domande. Mi vengono spontanee. la curiosità fa parte del mio corredo biologico. So parlare, tanto ma anche poco e all'occorrenza. So intervenire. Mi piace intervenire all'uopo e dire la mia se serve. So stuzzicare le conversazioni e tirar fuori le emozioni. So parlare con berlusconi ma anche con pasqualino marajà. So litigare e so moderare. So scrivere alla tastiera del pc, ma so usare ancora molto bene la penna, bic se è possibile. E infine so scrivere. Sembrerebbe la prima cosa da saper fare ma invece non lo è.
Sono una giornalista. E per di più, una giornalista napoletana. I giornalisti muoiono presto, scrivendo cento cose tutte insieme. I giornalisti napoletani muoiono presto e d'infarto colti da un raptus nel mezzo di un articolo per il solito quotidiano, una telefonata alla fonte, una email al collega che ti dà la dritta, la presentazione di una confernza stampa, l'sms all'assessore che domani dovrà intervistare, il colloquio con il direttore e una litigata col caposervizio.
Sono una giornalista. Ho fatto una dura gavetta consumando le suole, rincorrendo autobus a scrocco, scrivendo per centomilalire al mese.
Sono una giornalista e ho fatto un casino di figure di merda, ho scritto un monte di cagate, ho di certo offeso qualcuno.
Ma ho anche buttato giù belle parole, pubblicato cose che nessuno ancora sapeva, fatto le mie scuse a coloro che involontariamente avevo toccato. Ricevuto i complimenti della gente.
Sono una giornalista sindacalista, la specie peggiore.
Sono una giornalista. Mi piace essere una giornalista. Mi piace parlare con la gente e guardarla negli occhi e domani farle fare bella figura nero su bianco. Non mi piace scrivere sul ( e non del) dolore di chi soffre. non mi piace approfittare della fiducia di chi mi parla, non mi piace scrivere solo per apparire.
Sono una giornalista, mi piace informare.
Vorrei dir d'altro. Ma altro non so.
Sono una giornalista e sono qui ....
MgM
(per servirvi)
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