lunedì 19 gennaio 2009

ISRAELE ODIERNO FRA AMMIRAZIONE E BIASIMO


 

Israele ha suscitato da sempre i sentimenti piu' intensi: o ammirazione e amore, o disapprovazione e avversione. Ci sono pure sensi di colpa storici di nazioni che hanno perseguitato gli Ebrei. Ci sono chiese che perpetuano ancora la cosiddetta "teologia della sostituzione", sebbene gli Ebrei siano tornati da decenni nella loro terra e siano uno Stato. Ci sono settori della destra radicale che negano che siamo mai esistiti una shoa (o olocausto), campi di concentramento e forni crematori; lo stesso fa la nomenclatura iraniana (in primis Mahmoud Ahmadinedjad) che predica la cancellazione d'Israele dalla terra. Ci sono cristiani che amore verso Dio e le sue promesse a Israele sono disposti a perdonare alla dirigenza israeliana tutti i possibili errori, cercando sempre una scusante per ogni abuso di forza verso i vicini. C'e' chi addirittura arriva ad affermare che le benedizioni che possiamo avere da Dio dipendano dal nostro atteggiamento verso Israele, e ancor di piu' si paventa che chi critica l'attuale Israele, critica Dio ed e' percio' meritevole di questo o quel giudizio.

     Nel seguente articolo cerchiamo di fare un po' luce su alcune di queste questioni. Mostriamo dapprima il fatto che nessun popolo, tranne Israele, ha conservato la propria identita' in migliaia di anni di storia, per ricostruire un proprio Stato e l'antica lingua. Poi mostriamo come la recente storia dello Stato d'Israele sia permeato di luci e ombre. Infine approfondiamo la questione, tracciando alcuni tratti della storia d'Israele degli ultimi decenni e discutiamo delle premesse della pace per Israele fra Realpolitik e tensione escatologica, fra cio' che e' (o non e') e cio' che dovrebbe essere (o sara' un giorno). [Continua la letturahttp://puntoacroce.altervista.org/Artk/1-Israele_ammirazione_biasimo_MT_AT.htm] 

 {Nicola Martella}

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