
Voglio sapere ancora piangere
Il venditore di parole anima i tempi: egli le pensa e poi le compone, le forma, le sposta, gli rende significato e vita e infine ce le porge per nutrimento. Soltanto attraverso le parole rendiamo vivo l'essere ed egli respira, crea, ama e odia, sogna, insegna e impara, guarda e ascolta, conserva. La Parola, primordio del tutto. Dalla Parola nacque ogni cosa: Dio parlò e la vita sorse... Il pensiero fu parola: dalla mente alle labbra e ancora ritorno al pensiero.


Israele ha suscitato da sempre i sentimenti piu' intensi: o ammirazione e amore, o disapprovazione e avversione. Ci sono pure sensi di colpa storici di nazioni che hanno perseguitato gli Ebrei. Ci sono chiese che perpetuano ancora la cosiddetta "teologia della sostituzione", sebbene gli Ebrei siano tornati da decenni nella loro terra e siano uno Stato. Ci sono settori della destra radicale che negano che siamo mai esistiti una shoa (o olocausto), campi di concentramento e forni crematori; lo stesso fa la nomenclatura iraniana (in primis Mahmoud Ahmadinedjad) che predica la cancellazione d'Israele dalla terra. Ci sono cristiani che amore verso Dio e le sue promesse a Israele sono disposti a perdonare alla dirigenza israeliana tutti i possibili errori, cercando sempre una scusante per ogni abuso di forza verso i vicini. C'e' chi addirittura arriva ad affermare che le benedizioni che possiamo avere da Dio dipendano dal nostro atteggiamento verso Israele, e ancor di piu' si paventa che chi critica l'attuale Israele, critica Dio ed e' percio' meritevole di questo o quel giudizio.
Nel seguente articolo cerchiamo di fare un po' luce su alcune di queste questioni. Mostriamo dapprima il fatto che nessun popolo, tranne Israele, ha conservato la propria identita' in migliaia di anni di storia, per ricostruire un proprio Stato e l'antica lingua. Poi mostriamo come la recente storia dello Stato d'Israele sia permeato di luci e ombre. Infine approfondiamo la questione, tracciando alcuni tratti della storia d'Israele degli ultimi decenni e discutiamo delle premesse della pace per Israele fra Realpolitik e tensione escatologica, fra cio' che e' (o non e') e cio' che dovrebbe essere (o sara' un giorno). [Continua la lettura: http://puntoacroce.altervista.org/Artk/1-Israele_ammirazione_biasimo_MT_AT.htm]
{Nicola Martella}
Oggi, menestrello per amore e mestiere, rivendico il diritto, in nome di tanta gente comune come me, di poter esprimere l' amore per Gesù Cristo, per Dio Re e Signore, attraverso il talento che Egli stesso mi ha donato, l'uso e il riuso delle parole... raccontando e parlando, scrivendo e narrando storie e fatti, verità e cose a chi vuole e a chi non vuol sentire...
Benvenuti viaggiatori erranti tra il leggere e lo scrivere possiate ristorare in questo luogo lo spirito vostro...
"Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e non cambia il colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Lentamente muore chi fa della televisione il suo guru
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco ed i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore ed ai sentimenti
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incerto pur di inseguire un sogno
chi non si permette, almeno per una volta nella vita, di fuggire i consigli sensati
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare
Muore lentamente chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosceEvitiamo la morte a piccole dosi
ricordando sempre che l’essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza
porterà al raggiungimento
di una splendida felicità"Pablo Neruda